Prima di acquistare “Drums and guns” possedevo soltanto un disco dei Low, vale a dire “The great destroyer” e devo dire che non mi era dispiaciuto affatto… certo non avevo fatto fatica a toglierlo dal lettore dopo qualche settimana, ma nonostante tutto avevo apprezzato una certa classe nel disporre della materia rock.
Così non mi sono fatto pregare: quando il mio pusher di dischi mi ha comunicato che avevo raggiunto l’agognata quota dei 12 cd acquistati e che quindi avevo diritto ad un disco omaggio, l’ho visto lì, impilato… forte del suo quarto posto ottenuto nella classifica di Rumore di fine anno e non ho fatto una piega: lo prendo.
Dunque si diceva… slow-core, ritmi lenti e ripiegati… leggiadria e profondità.
Immaginate la totale assenza di musica (e non stiamo parlando di minimalismo o di avanguardia) sulla quale viene stesa un’ombra di drum machine ripetuta e ripetitiva. Nient’altro.
Aggiungeteci due voci (maschile e femminile) che si cantano addosso mutando qua e là alcune tonalità come quando senti due o tre persone che cantano in coro con la ragazza più bravina che si “alza” di mezzo tono sul resto della ciurma.
Completate il tutto con dei vocalizzi fini a se stessi modello “quanto ce piace cantà bbene co’ tutta l’intonazione di ‘sti cazzi” e otterrete una canzone di “Drums and guns”.
Moltiplicate il tutto per le 13 tracce e voilà il gioco è fatto.E non venitemi a dire che i testi sono bellissimi (perché vi risponderei che sono in inglese e non li capisco, e in più -visto cotanto contenitore musicale- non ho voglia di andare a cercarli su internet per tradurli).
In definitiva: va bene sublimare e distillare i suoni per esprimere dolore ma forse, in prima battuta, sarebbe necessario metterci la musica.
Poi magari, come insegnano gli Arab Strap, tra i solchi potrebbe saltar fuori anche la sofferenza.
Quella vera.
http://www.myspace.com/low
http://chairkickers.com/
Low - Drums and guns
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Paolo Topa
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martedì, gennaio 15, 2008
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Etichette: electric
The Austerity Program - Black Madonna
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Paolo Topa
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mercoledì, gennaio 09, 2008
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Etichette: electric
Top 5 2007 - non solo electronic...
1) Stars - The ghost of Genova heights (dall'album "In our bedroom after the war")
2) Burial - Untrue
3) Sunshine Jones - Seven tracks in seven days
4) Quentin Tarantino's Death proof - Original soundtrack
5) Mark Ronson - Version
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Riccardo-M
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domenica, gennaio 06, 2008
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Etichette: Electronic
Liars - s/t
Sembra di ascoltare un vero e proprio zibaldone, una mescolanza di stili, tempi, diverse attitudini, suoni, cazzi e mazzi dai quali, in tutta sincerità, non sono riuscito a cavarci molto in termini di riflessioni.
Penso a Riccardo-M e dico: se avessi scaricato il disco invece di ascoltarlo avrei risparmiato 20 euro... però è anche vero che in quest'ultimo caso non avrei cercato di capirlo come invece ho cercato di fare (giuro che 7-8 volte l'ho ascoltato).
Anche le "ciofeche", dopotutto, vanno ascoltate, assimilate, digerite e... dichiarate.
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Paolo Topa
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domenica, dicembre 16, 2007
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Etichette: electric
Tomboy - serios
Serios è uno di quei dischi difficilmente catalogabili sotto una comoda etichetta. E' anche uno di quei dischi di cui innamorarsi perdutamente ad ogni ascolto per poi dimenticarsene un attimo dopo.
Sicuramente è un disco elettronico, se per elettronico intendiamo un disco pieno di ritmo, ritmo elegante e seducente, a tratti sexy. Niene cassa dritta tunz tunz ma ritmi più articolati e suadenti, un pò electro e un pò funk.
Qui ci sono alcuni dei migliori pezzi dell'anno, dotati di quell'effetto calamita auricolare che me li fa ascoltare fino alla nausea e premiare immediatamente con 5 stelline in itunes (punteggio che gli permetterà di finire dritti dritti nella playist dei migliori in classifica...)
Ogni volta che ascolto "Hi's and Low's", "Baffioso", "Synchronize", "I K. guitar" è così. Calamita auricolare. Poco importa allora se non tutti i pezzi del disco sono allo stesso livello. Basta un ascolto di "Hi's and Low's", peccato solo che mi dimenticherò presto dell'effetto calamita, almeno fino al prossimo ascolto.
p.s.
alcune informazioni pratiche: Tomboy è in realtà Tomas Barfod, già batterista dei Who Made Who, manager della Gomma records qui in veste di musicista-produttore-dj.
http://www.myspace.com/tomasbarfod
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Riccardo-M
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lunedì, dicembre 10, 2007
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Etichette: Electronic
Mixare un disco, questa attività sconosciuta
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Paolo Topa
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domenica, dicembre 09, 2007
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Etichette: electric


