"What is called the music business today, however, is not the business of producing music. At some point it became the business of selling CDs in plastic cases, and that business will soon be over. But that's not bad news for music, and it's certainly not bad news for musicians."
L'articolo è di David Byrne ed è comparso sulla rivista online Wired.
Qui trovate l'articolo completo: http://www.wired.com/entertainment/music/magazine/16-01/ff_byrne?currentPage=all
Vale la pena leggerlo.
David Byrne e la musica...
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Riccardo-M
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mercoledì, gennaio 23, 2008
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Etichette: Electronic
Stars - In Our Bedroom After The War
Secondo wikipedia gli Stars sono un gruppo canadese di indie rock e "l'Indie rock è un genere dell’alternative rock che domina principalmente nella scena musicale underground indipendente".
Io direi che gli Stars, sono sicuramente indie (rock) e hanno fatto un gran bel disco pop. La notizia più interessante però, sempre su wikipedia, è che il cantante Torquill Campbell è apparso nelle serie televisive Sex and the city e Law and order (chissà chi era...)
Sto divagando per cui riassumo alcune cose:
- sfruttando il fatto che è stata l'ultima novità che ho ascoltato nel 2007 "the ghost of Genova heights" è diventato il mio pezzo dell'anno 2007 (qualcuno lo potrebbe chiamare barare...)
- è un disco che cresce con gli ascolti, fatto di piccole grande scoperte (molto indie)
- il loro stile musicale è stato descritto come "beautiful, eloquent indie pop" (wikipedia): non so cosa voglia dire ma dopo averli ascoltati ci si può convincere che sia vero.
- l'ultimo pezzo "in our bedroom after the war" ha arrangiamenti sontuosi ed è epico e struggente. Difficile astenersi dal cantare con i lacrimoni il ritornello "...after the waaaaaaaaaaaaaaaaaar ooooooohhhh oooooohhhhh".
- il video qui sotto, "the night starts here", ha un basso distorto e potente molto poco indie ma con un doppio cantato molto indie.
- mi accorgo ora che, sempre wikipedia, classifica la musica degli Stars come indie rock, pop, elettronica. Eh no, elettronica no!
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Riccardo-M
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sabato, gennaio 19, 2008
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Etichette: electric
Low - Drums and guns
Prima di acquistare “Drums and guns” possedevo soltanto un disco dei Low, vale a dire “The great destroyer” e devo dire che non mi era dispiaciuto affatto… certo non avevo fatto fatica a toglierlo dal lettore dopo qualche settimana, ma nonostante tutto avevo apprezzato una certa classe nel disporre della materia rock.
Così non mi sono fatto pregare: quando il mio pusher di dischi mi ha comunicato che avevo raggiunto l’agognata quota dei 12 cd acquistati e che quindi avevo diritto ad un disco omaggio, l’ho visto lì, impilato… forte del suo quarto posto ottenuto nella classifica di Rumore di fine anno e non ho fatto una piega: lo prendo.
Dunque si diceva… slow-core, ritmi lenti e ripiegati… leggiadria e profondità.
Immaginate la totale assenza di musica (e non stiamo parlando di minimalismo o di avanguardia) sulla quale viene stesa un’ombra di drum machine ripetuta e ripetitiva. Nient’altro.
Aggiungeteci due voci (maschile e femminile) che si cantano addosso mutando qua e là alcune tonalità come quando senti due o tre persone che cantano in coro con la ragazza più bravina che si “alza” di mezzo tono sul resto della ciurma.
Completate il tutto con dei vocalizzi fini a se stessi modello “quanto ce piace cantà bbene co’ tutta l’intonazione di ‘sti cazzi” e otterrete una canzone di “Drums and guns”.
Moltiplicate il tutto per le 13 tracce e voilà il gioco è fatto.E non venitemi a dire che i testi sono bellissimi (perché vi risponderei che sono in inglese e non li capisco, e in più -visto cotanto contenitore musicale- non ho voglia di andare a cercarli su internet per tradurli).
In definitiva: va bene sublimare e distillare i suoni per esprimere dolore ma forse, in prima battuta, sarebbe necessario metterci la musica.
Poi magari, come insegnano gli Arab Strap, tra i solchi potrebbe saltar fuori anche la sofferenza.
Quella vera.
http://www.myspace.com/low
http://chairkickers.com/
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Paolo Topa
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martedì, gennaio 15, 2008
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Etichette: electric
The Austerity Program - Black Madonna
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Paolo Topa
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mercoledì, gennaio 09, 2008
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Etichette: electric
Top 5 2007 - non solo electronic...
1) Stars - The ghost of Genova heights (dall'album "In our bedroom after the war")
2) Burial - Untrue
3) Sunshine Jones - Seven tracks in seven days
4) Quentin Tarantino's Death proof - Original soundtrack
5) Mark Ronson - Version
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Riccardo-M
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domenica, gennaio 06, 2008
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Etichette: Electronic
Liars - s/t
Sembra di ascoltare un vero e proprio zibaldone, una mescolanza di stili, tempi, diverse attitudini, suoni, cazzi e mazzi dai quali, in tutta sincerità, non sono riuscito a cavarci molto in termini di riflessioni.
Penso a Riccardo-M e dico: se avessi scaricato il disco invece di ascoltarlo avrei risparmiato 20 euro... però è anche vero che in quest'ultimo caso non avrei cercato di capirlo come invece ho cercato di fare (giuro che 7-8 volte l'ho ascoltato).
Anche le "ciofeche", dopotutto, vanno ascoltate, assimilate, digerite e... dichiarate.
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Paolo Topa
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domenica, dicembre 16, 2007
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