I Black Mountain hanno su di me un fascino a cui non so resistere. Sarà la copertina del disco, pinkfloydiana e misteriosa, sarà la contraddizione di intitolare un disco al futuro e suonare musica ferma al 1975, saranno le facce e le barbe fuori dal tempo dei componenti del gruppo.
I Black Mountain suonano come se il tempo si fosse fermato alla metà dei '70: riff di chitarra potenti, cavalcate lisergiche, psichedelia pinkfloydiana.
Niente di nuovo ovviamente, anzi tutto molto vecchio ma ben suonato e capace a tratti di entusiasmare. In the future è un disco fermo nel tempo, come se alla radio la hit del momento fosse un pezzo dei Jefferson Airplane, e le parole punk ed elettronica non avessero alcun significato.
Musica vecchia e senza sorprese ma con una forza misteriosa che cattura l'ascolto.
p.s. qui sotto potete vedere il video di un'esibizione dal vivo in compagnia di Kid Millions degli Oneida. Il pezzo è Wucan, il migliore dell'album: magnetico e lisergico.
http://www.blackmountainarmy.com/
Black mountain - In the future
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Riccardo-M
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lunedì, febbraio 25, 2008
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Battles - Mirrored
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Paolo Topa
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sabato, febbraio 23, 2008
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Etichette: electric
Einsturzende Neubauten - Alles wieder offen
Le percussioni sono agghiaccianti, marziali e l'elettronica gioca la sua parte con durezza ed efficacia.
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Paolo Topa
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domenica, febbraio 10, 2008
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Etichette: electric
tronic-news
E' uscito il disco dei Don turbolento. Lo potete ascoltare in streaming sul loro myspace: http://www.myspace.com/donturbolento.
A breve la recensione.
Di seguito invece potete vedere e ascoltare "blind" il singolo di "Hercules and Love Affair" gruppo capitanato dal Dj e producer di Brooklyn Andrew Butler: concentrato di Disco dei tardi anni 70, funk e sintetizzatori vintage.
Il disco, in uscita per la DFA, è annunciato come la next big thing del 2008, alla luce anche del singolo con Antony Hegarty degli Antony and the Johnsons alla voce.
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Riccardo-M
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sabato, febbraio 02, 2008
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Subsonica - L'eclissi
Mi ritrovo in casa ben quattro dischi del quintetto torinese e tutte le volte mi sono ritrovato di fronte a un ottimo disco, compreso quest'ultimo "L'eclissi".
Per intenderci, a mio avviso il precedente "Terrestre" peccava un po' di ispirazione e si presentava troppo elettrico per lo stile del gruppo, mentre questa volta i Subsonica tornano a fare quello per cui sono nati: elettronica di classe, tempi ad "alta velocità", groove profondo e oscuro, melodie forti e testi da primi della classe.
La partenza del disco è entusiasmante ("Veleno", "La glaciazione, "L'ultima risposta"): gli effetti elettronici segnano pesantemente il percorso ma è il connubio "bass&drums" a spaccare/compattare il suono in maniera determinante, come forse non avevano mai fatto. Samuel, da parte sua, ci mette la solita grande fantasia nelle melodie vocali e negli incastri di parole. Alcuni testi spiccano per perspicacia e sonorità.
Il proseguo del disco conferma le prime inpressioni e tiene botta con l'inizio folgorante. Il pezzo più discoteque del lotto è "Il centro della fiamma" ed è un pezzo bomba... che mi stia rincoglionendo?? non c'è neppure un'ombra di chitarra ma l'atmosfera creata è elettrizzante e molto più che gradevole!...!
Poi il ritmo cala un po' (così come la mia risposta emotiva) ma è difficile pensare a dei pezzi riempitivi o di passaggio, l'intero disco sembra navigare con sicurezza fino alla mèta e di questi tempi non è un fatto da sottovalutare.
Non mi resta che unirmi al coro: i Subsonica sono tornati ai tempi di "Microchip emozionale", ma questa volta - aggiungerei - il groove è veramente scuro e il gruppo sembra accarezzare sempre di più l'idea di suonare fregandosene di quello che là fuori (inteso come mercato musicale) sembra succedere.
Un po' come dei semplici Afterhours alle prese con campionatori e drum machine...
http://www.subsonica.it/
http://www.myspace.com/subsonica
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Paolo Topa
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venerdì, febbraio 01, 2008
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David Byrne e la musica...
"What is called the music business today, however, is not the business of producing music. At some point it became the business of selling CDs in plastic cases, and that business will soon be over. But that's not bad news for music, and it's certainly not bad news for musicians."
L'articolo è di David Byrne ed è comparso sulla rivista online Wired.
Qui trovate l'articolo completo: http://www.wired.com/entertainment/music/magazine/16-01/ff_byrne?currentPage=all
Vale la pena leggerlo.
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Riccardo-M
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mercoledì, gennaio 23, 2008
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